Europa League

La Roma esce dall’Europa ma fa pace con il pubblico

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Serata amara per la Roma, quella di ieri sera. Non è bastata la vittoria, non è bastata la bella prestazione, non è bastato il carattere né quella maturità invocata tante volte e ieri, forse, magicamente apparsa allo stadio Olimpico. Ma, come per contrappasso, come a dire: “In fondo non te li meriti i quarti di finale, cara Roma se butti le partite come hai fatto all’andata”, i giallorossi sfiorano il passaggio del turno, accarezzano più volte il 3-1 ma alla fine, dopo pali, parate miracolose del portiere avversario, interventi arbitrali che di certo non hanno dato una mano, occasioni – tante – sprecate, si arrendono al verdetto finale.

Questa volta il rammarico è più grande del solito, difficile, come sempre da mandare giù. “Niente da recriminarci” dichiara Luciano Spalletti al termine del match “Meritavamo di passare noi il turno”. Forse, ha ragione il tecnico toscano: la Roma di ieri sera avrebbe meritato di approdare ai quarti di finale di Europa League. Ci ha messo tutto: c’era la rabbia, c’era la grinta, c’era concentrazione; c’è stata, soprattutto, la maturità di aver ribaltato il risultato dopo essere andata sotto di un gol al 16esimo minuto e di aver continuato, fino all’ultimissimo secondo, a cercare il 3-1 dopo il gol di Strootman e l’autogol rocambolesco innescato da uno splendido El sharaawy. Però, in fondo, lo sa anche Spalletti che il risultato non è stato bugiardo. Inutile, è vero, guardarsi alle spalle ma come non farlo dopo la prestazione di ieri sera? La Roma inciampa in pianura e corre in salita, sfiora la vetta ma si arrende ad un passo dalla cima. Rammarico. Questa esclusione brucia più del solito sulla pelle dei tifosi romanisti, ieri tornati in tanti allo stadio anche se ancora senza la parte calda della tifoseria. A Roma si ricorderanno a lungo di questa serata, serata da romanisti dicono nella parte giallorossa della capitale. Serata di chi, alla fine del match non può che applaudire i giocatori i campo. Nel 2015 la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League era stata accolta dai fischi. Ieri l’eliminazione è stata applaudita. Serata di chi sa guardare oltre, quindi, quella di ieri sera. Serata di chi, nonostante i troppi passi falsi, ci ha messo il cuore. E il cuore, in una città passionale come Roma, viene sempre premiato. Magari non con un trofeo, ma di certo con l’affetto di quel pubblico con cui la squadra, ieri sera, si è definitivamente rappacificata.

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