Campionato

La Roma è viva ma non basta: 1-1 contro il Milan, in rete Piatek e Zaniolo

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Un punto per uno e situazione quarto posto invariata, in attesa della Lazio. La partita fra Roma e Milan ha regalato grandi emozioni, ma è chiaro, la rincuorante prestazione dei giallorossi non potrà mai soppiantare l’onta di Firenze. Di Francesco, tuttavia, sembra poter risollevarsi per l’ennesima volta. A dargli una mano è senza dubbio anche De Rossi, con lui in campo è un’altra Roma, poco da fare. Nessuno si sarebbe aspettato dal capitano romanista 90′ minuti di tale intensità dopo uno stop così prolungato. La Curva Sud invece è mancata, coreografia dedicata al compianto Antonio De Falchi e poi via lo zoccolo duro, per protesta, al 15′ circa.

Dopo un buon inizio da parte dei giallorossi, è il Milan a passare in vantaggio con Piatek: ecco la differenza fra chi fa mercato e no. Infatti, dopo un gran recupero palla di Paquetà su Pellegrini sull’out di sinistra, il brasiliano serve il bomber polacco al centro dell’area di rigore che in maniera fulminea brucia Fazio sullo scatto e schiaffa la palla in rete (26′): Olsen potrebbe fare meglio ma in effetti si tratta di un tiro da distanza ravvicinatissima. C’è da dire comunque che quando il portiere svedese è chiamato a fare la differenza, risulta assente. A mantenere a galla il Milan invece ci pensa proprio Donnarumma, che prima dice no a Dzeko (16′), poi a Zaniolo (36′) e infine si esalta con una grande doppia parata (44′) sul colpo di testa di Schick e sulla ribattuta di Dzeko. Ad inizio secondo tempo la Roma pareggia i conti con Zaniolo: dopo 25 secondi Karsdorp taglia bene una palla dentro, Musacchio svirgola distrattamente, Donnarumma ci mette ancora una pezza ma la palla resta lì e il classe 99′ insacca di rabbia. La Roma meriterebbe il secondo gol, vicino ad arrivare al 36′ quando Pellegrini gira di testa ma la palla impatta sul palo. Ai punti, come ha detto Gattuso, la squadra di Di Francesco avrebbe vinto, invece finisce così all’Olimpico, pari e patta, con l’Inter che perde colpi su colpi ed è sempre più vicina.

Paolo Sparla

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